Un po’ di chiarezza

JBI-ModelSul progetto “W l’amore” cominciano a circolare, in rete e sulla stampa, diversi interventi sia di apprezzamento che di critica, talvolta assai aspra. Non abbiamo motivo di entrare in polemica con questi ultimi, semplicemente perché ci occupiamo di educazione alla salute dall’unico punto di vista possibile – secondo noi – cioè quello delle evidenze scientifiche; le obiezioni e le critiche vengono invece mosse con argomentazioni politiche ed ideologiche che, pur assolutamente legittime, non ci appartengono. Comprendiamo che la rapidissima diffusione delle informazioni spesso possa andare a scapito della correttezza e dell’approfondimento delle stesse, dunque vale la pena chiarire, riassumendoli qui, alcuni punti essenziali dei principi che sottendono questo progetto.

  • È innanzitutto importante ribadire che il razionale del progetto è basato su una consolidata letteratura internazionale cui – per chi avesse voglia di approfondire – sono dedicate le nostre pagine della bibliografia e della sitografia.
  • Studi internazionali (HBSC 2010), confermati a livello regionale (Marmocchi, 2012), indicano in aumento la percentuale di adolescenti che iniziano la sessualità in età precoce (<14 anni), fenomeno che la letteratura (Jessor, 1998;Di Clemente, 2005) sostiene accompagnarsi all’assunzione di maggiori comportamenti a rischio, soprattutto fra gli adolescenti più fragili.
  • Il progetto si muove seguendo le indicazioni di documenti e linee guida nazionali e internazionali (OMS 2010,UNESCO 2009Guadagnare salute in Adolescenza, 2009).
  • W l’amore” vuole tutelare e valorizzare la pluralità delle scelte e dei modelli identitari e di comportamento, in modo da prevenire discriminazioni, pregiudizi e violenze che riguardano il genere, l’orientamento sessuale, i riferimenti socio-culturali di ciascuno.
  • La prima parte del progetto è consistita nel coinvolgere tutti gli insegnanti partecipanti alla sperimentazione (realizzata nell’anno scolastico 2013-14 in tre scuole di Bologna, Reggio Emilia e Forlì) nel processo di lettura, condivisione e correzione sia dei contenuti generali che – riga per riga – del manuale rivolto ai ragazzi. Il progetto si impernia infatti sul ruolo degli insegnanti che vengono sostenuti nel loro compito istituzionale di parlare e fare parlare i ragazzi,nel rispetto delle loro diversità culturali e sessuali.
  • Ai genitori, che ne costituiscono un’altra componente fondamentale e imprescindibile, il progetto viene presentato a inizio anno scolastico affinché ne conoscano i principi e i contenuti e possano esprimere valutazioni e domandIn queste occasioni è emersa la richiesta da parte dei genitori di approfondimenti, sulla relazione tra genitori e figli adolescenti, realizzati attraverso alcuni incontri con gli psicologi del progetto.
  • In ciascuna delle scuole in cui è stato attivato, il progetto è stato presentato e approvato dal Consiglio di istituto e inserito quindi nel POF previa discussione e valutazione nella sede appropriata e con la debita condivisione.
  • Nell’anno scolastico in corso il progetto è stato attivato in 17 distretti della regione (36 scuole e 122 classi); è in corso il monitoraggio e la valutazione delle esperienze previsti dal progetto, per una revisione dello stesso alla luce dei dati raccolti e dalla valutazione degli attori coinvolti nel progetto (operatori, insegnanti, genitori, ragazzi, educatori).

Questi sono alcuni dei principi fondanti del progetto e della sua sperimentazione: si tratta di una sintesi di ciò che si può trovare qui, nel nostro sito e nei materiali del progetto stesso, a disposizione di chi volesse ampliarne la conoscenza.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *