Frequently Asked Questions

Hai bisogno di risposte? Questo potrebbe essere il posto giusto per trovarle. Dai un’occhiata qui sotto e, se non troverai risposte alle tue domande, contattaci direttamente.

1. Come si fa ad aderire al progetto W l’Amore?

W l’Amore prevede il coinvolgimento di operatori dei Consultori o degli Spazi Giovani del territorio e di insegnanti delle classi terze delle Scuole Secondarie di primo grado. Se sei un insegnante cerca in questo elenco (cliccabile) e contatta il referente dei Servizi più vicino alla tua scuola. Se sei un operatore dei Servizi scrivi a info@wlamore.it per attivare il progetto nel tuo territorio.

4. Come insegnante, che impegno prevede l’adesione al progetto?

Si consiglia il coinvolgimento di almeno due insegnanti per classe in modo da gestire gli argomenti da affrontare in base alle sensibilità personali e alle materie di insegnamento. È importante che il progetto sia sostenuto da tutto il consiglio di classe e dalla dirigenza scolastica. W l’Amore può essere inserito nel POF. L’impegno personale previsto è variabile in termini di ore e prevede, oltre all’attività diretta in classe (ogni unità prevede un tempo minimo di 2 ore e può essere estesa fino a 6 ore con eventuali approfondimenti), le ore di formazione e supervisione con gli operatori sanitari.

7. Come gestire i propri valori e le proprie opinioni personali in materia di affettività e sessualità nel lavoro con gli studenti?

Prima di iniziare a lavorare con W l’Amore è importante prendere consapevolezza e riflettere su quali sono i propri valori in materia di adolescenza, affettività e sessualità. Non si possono trascendere, ma non devono compromettere il tuo ruolo di facilitatore mettendoti in difficoltà e rendendo il tuo intervento inefficace. Si tratta di confrontare i propri valori con quelli della classe e non di proporre i tuoi modelli come quelli a cui i ragazzi e le ragazze dovrebbero attenersi. Un’impostazione manipolativa può essere messa in atto inconsapevolmente, cerca di mantenere un atteggiamento non giudicante e di essere un esempio di inclusività e rispetto dei riferimenti valoriali altrui.

10. Come confrontarsi con le diversità di esperienze e le specificità sociali, culturali, religiose su questi argomenti?

La rivista è stata pensata per includere tutte le specificità. L’utilizzo del materiale strutturato ti aiuterà ma è importante mantenere un atteggiamento aperto, curioso e non giudicante. Il ruolo di facilitatore è quello di far circolare le diverse opinioni dando spazio ad ognuna, ma anche facendo rispettare la norma di non offendere e non produrre commenti sessisti, omonegativi e razzisti.

2. Come faccio a ricevere il materiale di W l’Amore?

I materiali di W l’amore (rivista e manuale) possono essere utilizzati esclusivamente previa formazione. Si ritiene infatti indispensabile inserire il loro utilizzo in una conoscenza del Progetto e un approfondimento di contenuti e metodologie per il lavoro con preadolescenti e adulti del contesto. Se la tua scuola è interessata ad aderire al Progetto, prendi accordi con l’operatore dei Servizi più vicini (elenco cliccabile) per attivare la formazione.

5. Devo utilizzare tutto il materiale della rivista o posso scegliere solo qualche parte?

Il materiale è pensato per essere esaustivo nel rispondere ai bisogni e alle domande dei ragazzi e delle ragazze sui temi della affettività e sessualità. Avere un materiale strutturato aiuta anche gli insegnanti a gestire gli incontri in modo semplice e sequenziale sia dal punto di vista metodologico che di contenuti. In questo senso è preferibile utilizzare tutto il materiale.

8. Come affrontare le eventuali domande personali?

Che tu sia operatore o insegnante, cerca di capire quanto del tuo vissuto relazionale e sessuale puoi e vuoi condividere. Sii pronto/a a gestire eventuali domande in accordo con il limite che ti sei dato. Averci riflettuto prima ti darà la possibilità di non rimanere spiazzato/a. Fai in modo che i ragazzi e le ragazze siano consapevoli dell’impatto delle proprie domande. Parla con la classe dei rischi della condivisione di informazioni personali.

11. Come comportarsi se si pensa che uno studente o una studentessa sia in difficoltà o abbia dei problemi rispetto a queste tematiche?

Comunica agli studenti e alle studentesse che possono venire da te a parlare di dubbi o problemi che dovessero insorgere durante la trattazione delle unità, in modo che si sentano liberi di chiedere aiuto senza coinvolgere la classe. Se dovessi notare atteggiamenti o dinamiche di gruppo che ti preoccupano parlane in modo riservato con gli interessati e condividi i tuoi dubbi con i colleghi. Se dovessero emergere criticità maggiori fai riferimento agli operatori dei Servizi disponibili a scuola o nel territorio.

3. Chi fa cosa?

La collaborazione tra operatori e insegnanti prevede un primo momento di formazione (8 ore), in cui gli insegnanti imparano a conoscere ed usare il materiale (rivista e manuale), un numero variabile di ore di lavoro in classe (almeno 2 per ogni unità) in cui gli insegnanti svolgono le prime quattro unità  della rivista e un incontro conclusivo in cui la classe affronta i temi della quinta unità insieme agli operatori (3 ore). Durante tutto il percorso gli insegnanti saranno supportati attraverso incontri di gruppo e supervisione dagli operatori dei Servizi che li affiancheranno anche nella presentazione del progetto alle famiglie.

6. Come gestire l’eventuale presenza di studenti con certificazione di handicap o patologia in classe?

Per ogni singolo caso è importante fare una scelta personalizzata e concertata tra genitori, insegnanti, operatori ed eventualmente equipe neuropsichiatrica che segue il ragazzo/a.

9. Come posso gestire l’imbarazzo che nasce dalla trattazione di questi temi?

Studia il materiale didattico e mantieni la struttura di W l’amore. La preparazione e la conoscenza ti faranno sentire più a tuo agio e più sicuro/a di te. Non esiste un metodo che vada bene per tutti. Ricorda che anche i ragazzi e le ragazze possono essere in imbarazzo e sentirsi in difficoltà a condividere le proprie opinioni. L’imbarazzo può manifestarsi non solo con il silenzio ma anche con le risate e le battute, per questo è importante capire e rispettare la modalità di ognuno di partecipare a queste lezioni. Non insistere perché ognuno dica la propria opinione se non vuole e non sanzionare gli studenti o le studentesse particolarmente esuberanti ma prova a capire cosa c’è dietro a questo atteggiamento.